DI SEGUITO ALCUNI INTERVENTI ISTITUZIONALI RELATIVI ALL’EDIZIONE 2010 SEGUITI DA UNA SPIEGAZIONE DELL’EVENTO DI MAURO VILLONE, IDEATORE, CURATORE E COORDINATORE DEL FESTIVAL.
GIOVANNA INCISA CATTANEO – PRESIDENTE FONDAZIONE TORINO MUSEI
MICHELE COPPOLA – ASSESSORE ALLA CULTURA E ALLE POLITICHE GIOVANILI DELLA REGIONE PIEMONTE
ALESSANDRO BARBERIS – PRESIDENTE CAMERA DI COMMERCIO DI TORINO
FIORENZO ALFIERI – ASSSESSORE ALLA CULTURA DEL COMUNE DI TORINO
INTERVENTO PRESIDENTE FONDAZIONE TORINO MUSEI
GIOVANNA INCISA CATTANEO
E’ proprio un “altro sguardo” quello che ci propone l’ancor giovane “Turin Photo Festival”, che si presenta al cospetto della comunità per la terza volta.
Uno sguardo non accademico, non focalizzato su un unico tema, e che tuttavia si propone anche attraverso un confronto con molte istituzioni. Enti pubblici, una Fondazione bancaria, realtà di informazione ed imprenditoriali private, ma anche l’Università di Torino sono coinvolte a vario titolo in questa realizzazione.
Attorno al tema dal titolo affascinante, L’invisibilità dell’evidenza, osserveremo le immagini di operatori professionali di varia ed internazionale estrazione, solo parzialmente in contatto con il mondo che ci è più vicino, quale quello della fotografia che – sotto varie angolazioni – si è inserita nel circuito dell’arte contemporanea.
Uno sguardo libero, dal nostro punto di vista, ed al quale abbiamo voluto accostarci come Fondazione Torino Musei, proprio per la sua capacità di affacciarsi su diversi orizzonti.
Siamo sicuri che le immagini proposte, di reportage, o di ricerca, o di scavo visivo e formale della realtà, in direzione di un possibile disvelamento dell’evidenza, di ciò che è – sarebbe – sotto gli occhi di tutti, non ci lasceranno indifferenti. Sia che ci si trovi di fronte ad un viaggio antropologico per immagini, sia che lo strumento visivo venga utilizzato per spingere i nostri confini dell’immaginazione, le sequenze di opere presentate credo confermeranno ancora tutta l’attualità del mezzo fotografico, nonostante la sua ormai lunga storia.
Giovanna Cattaneo Incisa
Presidente
Fondazione Torino Musei
INTERVENTO ASSESSORE MICHELE COPPOLA
La Regione Piemonte accoglie con entusiasmo, la III^ edizione di “Turin Photo Festival”. Un’iniziativa giovane che dà spazio ai giovani fotografi emergenti e che, anche per questo, trova il convinto sostegno dell’Assessorato che guido.
“Turin Photo Festival” si pone come un momento di riflessione sull’immagine: un ruolo importante nei confronti del pubblico in una società fondata sulle immagini.
Ci piace quindi l’idea di un festival di fotografia che, attraverso gli sguardi di diversi professionisti, rifletta sugli aspetti che sfuggono all’occhio umano nella realtà quotidiana, come ben sottolinea il titolo della mostra “L’invisibilità dell’evidenza”, per restituire dei nuovi punti di vista.
La multidisciplinarità del festival in termini di esposizioni, workshop, conferenze, presentazioni e momenti di coinvolgimento per il pubblico sono testimonianza della ricchezza dell’iniziativa.
L’ambizione di fare di Torino, attraverso questo progetto sperimentale, un polo di riferimento internazionale per il mondo della fotografia costituisce un motivo di orgoglio per il nostro territorio nell’ospitare la manifestazione.
e alle Politiche Giovanili
Michele Coppola
INTERVENTO ING. ALESSANDRO BARBERIS
L’identità di una città è costituita dalla sua struttura architettonica e ambientale, dai suoi cittadini, dalle famiglie e dalle imprese che la scelgono come luogo di residenza e di insediamento. Ma l’identità è fatta anche di creatività, appuntamenti culturali, piccoli e grandi eventi che celebrano le capacità espressive di chi ha scelto di comunicare attraverso l’arte: musica, cinema, teatro, letteratura trovano da anni a Torino non solo un luogo accogliente per celebrare le proprie opere ma soprattutto un pubblico numeroso e competente, abituato a rispondere sempre con entusiasmo ai numerosi stimoli e richiami che la città sa offrire. Il Turin Photo Festival si inserisce dunque in questo ricco contesto culturale richiamando l’attenzione su uno strumento espressivo, quello della fotografia, che è capace di interessare un pubblico ampio e diversificato, dal viaggiatore al fotografo dilettante, fino al professionista. Al Turin Photo Festival, che coinvolge gallerie, spazi espositivi anche inediti, come la Manifattura Tabacchi, come pure negozi e locali cittadini, la Camera di commercio di Torino non ha voluto far mancare il proprio contributo, per favorire l’immagine di una città capace di esportare l’arte in spazi non istituzionali, alla portata di tutti.
Alessandro Barberis
Presidente della Camera di Commercio di Torino
INTERVENTO ASSESSORE FIORENZO ALFIERI
Desidero esprimere il mio apprezzamento per il lavoro svolto agli organizzatori del Turin Photo Festival, un’iniziativa originale e intelligente che punta a ridare slancio e vigore al mondo della fotografia nella nostra città, un mondo che può contare su un tessuto ricco e dinamico di istituzioni, aziende, professionisti ma soprattutto su un pubblico attento e curioso che sono certo non mancherà di apprezzare l’iniziativa. Il festival offre inoltre l’occasione di scoprire o riscoprire luoghi di Torino di particolare fascino, primo fra tutti il complesso delle ex Manifatture Tabacchi che grazie al lavoro portato avanti dall’Università sta progressivamente riprendendo vita con nuove e differenti funzionalità.
Fiorenzo Alfieri
Assessore alla Cultura e al 150° dell'Unità d'Italia
TURIN PHOTO FESTIVAL
Mauro Villone – Ideatore e organizzatore del festival.
Il Turin Photo Festival è in primo luogo un miracolo. Non perché sia qualcosa di particolarmente importante. Siamo consapevoli che si tratta di una storia come diecimila altre (anche se molto bella), ma per due semplici ragioni. La prima perchè è alla sua terza edizione e realizzato a bassissimo budget (ma veramente bassissimo). La seconda è che per permetterne comunque la realizzazione hanno concorso, oltre a un grande impegno da parte degli organizzatori (cioè chi scrive in collaborazione con Lidia Urani), un grande aiuto da parte di professionisti, aziende e istituzioni che non avevano nessun interesse a partecipare se non la passione per la cultura e per gli eventi sociali, insieme alla speranza che un giorno il Festival possa avere il giusto riconoscimento, anche sul piano finanziario. Fino ad oggi nessuno, ma proprio nessuno, ha dato il proprio contributo in vista di un tornaconto di qualche tipo se non quello della soddisfazione di partecipare.
Apro così questa mia presentazione del progetto poiché mi sembra molto importante sottolineare come non sempre le cose si muovano per ragioni economiche come a molti piace pensare. Questo fatto rappresenta, per noi che siamo coinvolti in questa vicenda, una provocazione interessante in un mondo che va cambiando rapidamente, molto più rapidamente delle idee stantie e ammuffite di chi pensa che siano scontati sia l’importanza del denaro che le allocazioni del potere.
Per chi trovasse troppo ottimista e un tantino infantile il mio punto di vista aggiungo quanto segue.
Il nostro maggiore interesse, oltre che nel realizzare eventi di valore in ambito culturale e sociale, sta negli aiuti concreti a persone meno fortunate ma con grandi potenzialità. Infatti siamo soprattutto impegnati, tra le altre cose, nello sviluppo di progetti in Brasile e nella direzione della ParaTi (vedi www.parati.inf.br e PDF con presentazione allegata Unaltrosguardo-Unaltroviaggio), associazione fondata dal torinese Franco Urani e dalla sua famiglia a Rio de Janeiro quasi 25 anni fa. Basta andare a vedere i risultati di questo progetto, con 400 bambini affidati a distanza ogni anno, il sostegno alle famiglie, la scolarizzazione passata dal 2 al 98% in 25 anni e i 50 neolaureati, la ristrutturazione di un’intera comunità di 3.000 persone, con scuole, asilo, biblioteca, centri sociali e di salute per rendersi conto della concretezza di cui sto parlando. ParaTi è oggi un progetto pilota a livello mondiale che interessa governi, associazioni, politecnici e università.
Il Festival 2010 sarà infatti dedicato allo scomparso Franco Urani, avrà come paese ospite il Brasile (inclusa presentazione del libro da noi realizzato con le spettacolari foto fatte da bambini dai 6 ai 12 anni della Favela Vila Canoas), e suggellerà il legame con il Brasile con il gemellaggio con la biennale internazionale FotoRio. Qui infatti tra Giugno e Luglio 2011 Turin Photo Festival sarà a sua volta ospite, rappresentando ufficialmente l’Italia, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Rio, emanazione del Ministero degli Esteri. Le opere dei fotografi italiani saranno presentate in una location di grande prestigio nel centro di Rio de Janeiro, ma anche nella Favela di Vila Canoas, dove ha sede la ParaTi, dando vita, insieme ad altri artisti, al primo grande festival internazionale realizzato in uno slum.
A Torino quest’anno oltre dieci fotografi brasiliani di grande rilievo saranno presentati alla ex Manifattura Tabacchi, dove sarà presente anche Milton Guran, docente dell’Università di Rio, antropologo visuale e capo di FotoRio, che terrà uno degli incontri del nutrito calendario che stiamo preparando.
L’esposizione collettiva vedrà affiancati ai brasiliani oltre 30 fotografi affermati ed emergenti provenienti da tutta Italia.
A questi si aggiungeranno alcuni fotografi d’oltralpe proposti da Hilaire Multon, addetto culturale dell’ambasciata francese, la quale è tra i patrocinatori dell’evento. Si andrà così a creare un ulteriore collegamento con il Brasile sia per il legame esistente tra FotoRio e Paris Photo, sia per l’omaggio alla Francia di Rogerio Reis (grande fotografo brasiliano) che presenta un lavoro realizzato a Parigi per celebrare Santos Dumont , pioniere franco-brasiliano dell’aviazione.
L’allestimento, da noi studiato e realizzato dalla BBAutoengineering di Walter Boaretti con 80 lastre d’acciaio, sarà spettacolare. Permetterà inoltre di contenere molto i costi con il fissaggio di stampe di grandi dimensioni tramite calamite senza bisogno di ulteriori montaggi e strutture.
Alla location dell’ex Manifattura Tabacchi si affiancherà il Castello di Montaldo, immerso nel verde della collina torinese, sede della “soul farm hotel e om spa” che ha adibito numerosi locali a galleria e che, in collaborazione con EmotionArt, sostiene eventi espositivi e culturali.
A queste due se ne aggiungono altre due. Il sotterraneo della Chiesa Bizantina di San Michele Arcangelo (Via Giolitti 44, Piazza Cavour) dove si terrà dal 1° al 9 ottobre una personale di Luisa Raffaelli a cura della Biennale di Video e Fotografia Contemporanea di Alessandria in collaborazione con Turin Photo Festival.
E il Museo di Storia Naturale Don Bosco di Viale Thovez con una mostra di fotografia subacquea di Paolo Fossati (esponente di maggior rilievo nel settore in Italia) dal 23 settembre al 9 ottobre.
Abbiamo deciso di circoscrivere l’evento a pochi giorni (dal 30 settembre al 3 ottobre alla Manifattura e dal 2 al 9 ottobre al Castello) per concentrare le energie e gli incontri.
Gli incontri (vedi calendario allegato) serviranno a scambiare opinioni ed esperienze coinvolgendo professionisti (fotografi, artisti, galleristi, e organizzatori), aziende e pubblico. Avranno luogo alle Manifatture Tabacchi, nel vicino Teatro di Rete7, alla GAM di Torino e nella sede provinciale CNA di Torino.
Oltre agli incontri abbiamo anche voluto lanciare alcune attività collaterali tra i quali la presentazione del progetto “Stop, Breathe, Respect” di Fabio Pietrantonio e un workshop di fotografia di architettura di Davide Giglio (Centro Visual). Altre attività sono l’apertura di un blog di fotografia pubblicato su www.lastampa.it in collaborazione con la stessa testata e le visite guidate. Queste ultime saranno, senza tema di smentita, spettacolari. Il professor Liborio Termine, docente in diverse Università di critica del cinema e di lettura dell’immagine, accompagnerà i visitatori in alcune passeggiate tra le opere suggerendo, con i suoi commenti, scenari inaspettati e inimmaginabili. Il risultato sarà una comprensione più profonda dei significati delle opere, la quale andrà ben al di là della semplice lettura in chiave semantica.
Il tema di questa edizione è “L’Invisibilità dell’Evidenza”. E’ nostra l’idea di utilizzare questo concetto come titolo del festival, ma non la paternità dello stesso, la quale è da ascriversi a un giovane fotografo, presentatosi lo scorso anno alle letture portfolio, che non siamo più riusciti a rintracciare per coinvolgerlo.
Sebbene, con nostra grande sorpresa, questo tema sia risultato di difficile comprensione a qualcuno a noi pare semplice, di ampio spettro ed efficace.
In poche parole viviamo in un mondo di fatti, talvolta sconcertanti, a volte banali e quotidiani, che spesso passano inosservati. Dall’immigrazione ai cerchi nel grano, dalla guerra ai comuni gesti di ogni giorno, dalla miseria alle case dei vip, dagli oggetti di uso quotidiano alla corruzione, viviamo immersi in un mondo di evidenze che spesso passano inosservate. Gli artisti in genere e in particolare i fotografi (siano essi artisti che utilizzano la fotografia o reporter) hanno anche la missione di portare all’attenzione del mondo tali fatti.
E’ un gioco divertente che contribuisce allo sviluppo e all’espansione della coscienza sia individuale che globale.
Quali Direttori Artistici dell’evento, oltre che organizzatori, nel corso di un anno di intenso lavoro abbiamo preso visione e analizzato una enorme quantità di materiale e condensato tutto in una selezione che da visibilità ad evidenze di ogni tipo spesso misconosciute. Una proposta articolata che pensiamo e speriamo piacerà al pubblico e agli addetti ai lavori.
I lavori scelti spaziano su diversi argomenti. Molti i reportage di denuncia sociale di fotografi sia italiani che brasiliani realizzati in diverse parti del mondo, dall’Amazzonia alla Palestina, da Israele all’Italia, da Cipro alla Francia. Diversi i lavori di carattere concettuale su temi sociali a volte riguardanti il disagio a volte invece il successo. Tra questi ultimi abbiamo anche selezionato lavori di design e architettura di interni che coinvolgono vip come Giorgetto Giugiaro e Armani. Produzioni di design del primo interpretate da diversi fotografi e l’appartamento privato del secondo in un lavoro del danese Mads Mogensen. Lo abbiamo fatto per due semplici ragioni. La prima è che spesso anche il mondo del lusso e dei ricchi è un’evidenza che non manca di passare inosservata risultando di fatto invisibile. La seconda è che, ritenendo il marketing una forma d’arte né più né meno di tutte le altre, non abbiamo perso l’occasione di coinvolgere elementi trainanti (come quelli testé citati) per dare maggiore visibilità a chi invece ne ha troppo poca. E’ importante (e questo, per esempio, uno come Giugiaro lo sa bene, essendo uno dei nostri sostenitori in Brasile).
Abbiamo inoltre coinvolto fotografi come il reporter Francesco Cito (due volte world press photo prize) o Stefano Guindani (del settore moda che però questa volta espone un reportage sui bambini di Haiti), Mauro Raffini, Simone Perolari, Mauro Guglielminotti, Carlo Bevilacqua e molti altri con lavori di grande interesse.
Soprattutto al Castello di Montaldo proporremo invece fotografi concettuali conosciuti e molto conosciuti come Maura Banfo, Luisa Raffaelli, Alfredo Aceto, Aurore Valade, Franco Donaggio, Fabio Pietrantonio.
Non mancano inoltre alcuni lavori di autori forse meno conosciuti, ma di grande sensibilità e impegno. Avremmo voluto dare spazio a tutti quelli che ce lo hanno chiesto presentando proposte di valore e coinvolgere nuovamente chi ha esposto nelle precedenti edizioni, ma non è stato possibile per ragioni di spazio oltre che di budget.
Se ne avremo la possibilità in eventuali (anche se per niente scontate) edizioni future vorremmo coinvolgere molti altri autori, sia di grande rilievo che sconosciuti, con l’obbiettivo di far diventare l’evento torinese un appuntamento sempre più importante per la fotografia internazionale.
Una delle idee alle quali stiamo lavorando per una prossima edizione è quella di un festival con una forte connotazione etnica se ci è concesso il termine, che veda valorizzati fotografi indios, africani, asiatici e di altra provenienza.
Sul fronte dei già citati incontri abbiamo coinvolto aziende come Eataly, SEAT e Lavazza, le quali hanno un forte legame con la fotografia, galleristi come Davide Faccioli di Photology e Guido Costa, numerosi fotografi e docenti universitari come Liborio Termine e Gianpaolo Caprettini. Il nostro intento è quello di rendere maggiormente visibili evidenze tutto sommato poco conosciute come il back-stage del famosissimo Calendario Lavazza o la selezione delle copertine di annuari telefonici SEAT, l’utilizzo dell’immagine nel settore Food da parte di innovatori come Oscar Farinetti (Eataly), la semiologia dell’immagine piuttosto che i meccanismi del mercato dell’arte, ma non solo. Abbiamo anche voluto creare legami e opportunità di scambio con realtà importantissime che possono dare molto al pubblico e che a loro volta possono beneficiare di visibilità su settori del loro impegno professionale e sociale come vengono tecnicamente designati, below the line, ma non per questo meno importanti o interessanti. Legami che, senza coinvolgere transazioni di denaro, possono dare beneficio e sostegno anche all’evento.
Ma sono tanti altri i temi che vorremmo sviluppare sia in questa occasione che in futuro, poiché la fotografia dagli inizi della sua storia ha penetrato tutti i campi dello scibile umano. In uno degli incontri parleremo della Sindone, fotografata da Giovanni Battista Judica Cordiglia negli anni ’60 e dell’utilizzo di tali immagini da suo figlio Massimo Judica Cordiglia per realizzarne il video in 3D con l’utilizzo delle nuove tecnologia, presentato in occasione della recente ostensione.
In ultima analisi il nostro progetto intende lanciare un’idea di Festival molto orientato all’apertura su temi importanti e allo scambio professionale, ma soprattutto umano e allo sviluppo del dialogo su diversi fronti. Riteniamo che queste siano merci preziose e strategiche per la comprensione degli scenari sorprendenti che si svilupperanno in un prossimo futuro. L’unica maniera per concludere questa presentazione è il ringraziamento. Ringraziamento rivolto a tutti gli autori che in un modo o nell’altro si sono lasciati coinvolgere nel progetto, che siano stati selezionati o meno, poiché ci hanno aperto in qualche modo le porte del loro mondo mostrandoci scenari a volte commoventi, a volte intriganti, sempre stimolanti. Ma soprattutto un ringraziamento a tutte le persone coinvolte che hanno reso possibile la realizzazione del Festival che, senza di loro, non sarebbe mai diventato una realtà.
Grazie a (in ordine sparso):
Davide Faccioli (Photology) e Guido Costa (Guido Costa Project) – Galleristi
Giovanna Incisa Cattaneo e Riccardo Passoni – GAM
Lionello Bordino, Franco Melano, Michele Cagnano, Enrico Unnia – Università di Torino Sezione Logistica
Liborio Termine, Gianpaolo Caprettini, Elena Bravetta, Miriam Visalli – Università di Torino, DAMS, Extracampus
Emanuela Bernascone, Paola Tabusso – Ufficio Stampa
Francesca Lavazza, Luigino Finelli, Milena Bertola – Lavazza
Ezio Bertino – SEAT
Giorgetto Giugiaro, Lorenza Cappello – Italdesign
Alessandro Barberis – Camera di Commercio
Milton Guran – FotoRio
Marco Este, Pietro Pellicci – LASTAMPA.IT
Davide Giglio – Centro Visual (Workshop Fotografia)
Gianni Rinaldi – Canale Arti Grafiche
Marco Parini – Aktiva Arti Grafiche
Dario Ferracin - Effegi Digital – Stampa Catalogo
Gerry Di Fonzo – Puntobyte – Stampe Lambda
Alessio Stefanoni – CNA
Max Judica Cordiglia, Giovanni Battista Judica Cordiglia - Juma
Max Sticca, Andrea Cassissa - Karma Communication (Coordinamento Grafico)
Roberto Rossetti – Cartiere Fedrigoni
Oscar e Francesco Farinetti – Eataly
Hilaire Multon – Ambasciata di Francia
Rubens Piovano, Maria Pace Chiavari – Istituto Italiano Cultura di Rio
Michele Coppola, Alessandra Santise, Beppe Calopresti – Regione Piemonte
Fiorenzo Alfieri, Luigi Ratclif, Francesco De Biase – Comune di Torino
Walter Boaretti – B.B. Autoengineering (Allestimento)
Alessandro Icardi – EmotionArt
Flavio Finelli, Roberto Campana, Claudia Roagna - Castello di Montaldo
Andrea Tirone - ATComputer – Web master
Marco Vovola, Nanni Lolli, Roberto Gaia, Pietro Lombardi, Stefano Cento – Volontari
Tutti gli amici e consiglieri che ci hanno sostenuto: Ezio Gribaudo, Paola Gribaudo, Amilcare Acerbi, Enrico Fossati, Andrea Cancedda, Filippo Tarocco, Silvano Guidone, Luisa Raffaelli, Maura Banfo, Angelo Mistrangelo, Fabio Pietrantonio, Giuliana Marcon, Domenico Villone, Gladys Mosso, Mirna Rivalta, Alessandra Chiappero.
Staff
Direzione artistica e organizzazione: Mauro Villone e Lidia Urani
Ufficio Stampa: Emanuela Bernascone, Paola Tabusso
Coordinamento grafico cartaceo e web: Max Sticca e Andrea Cassissa
Web Communication: Andrea Tirone, Max Sticca, Marco Vovola
Allestimento: Mauro Villone, Lidia Urani, Walter Boaretti, Nanni Lolli, Marco Vovola, Alessandro Icardi
Stampe fotografiche: Gerry Di Fonzo